The Leaf Library – Daylight Versions

Una cosa che amo è il mare d’Inverno. In verità lo amo anche d’Estate, specialmente perchè posso fare il bagno e perchè mangio la focaccia guardandolo dalla spiaggia.

Però d’Inverno il mare fa un gran bell’effetto, e lo sento, forse ancora più mio. Specialmente se posso stare ad osservarlo dagli scogli e se dopo posso mangiare una bella grigliata di pesce.

Insomma, probabilmente amo molto mangiare.

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Lorna – London’s Leaving Me

Peppe Trotta per TRISTE©

Estate. Non semplicemente una stagione, una porzione dell’anno. L’estate, e il mese di agosto in particolare, è un momento per certi versi unico dell’anno, in cui la routine viene sospesa in favore di viaggi, continue serate con gli amici, amori improvvisi (spesso stagionali), relax e tanto altro ancora.

Una cosa che non dovrebbe mai mancare e a cui personalmente non ho mai rinunciato è la giusta colonna sonora per celebrare questo momento atipico. London’s leaving me è decisamente un’ottima proposta in tal senso, ne ha tutte le peculiarità.

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Michael Head & The Strands – The Magical World of the Strands

Francesco Amoroso per TRISTE©

Una delle cose più belle della Londra di fine anni novanta era la possibilità di entrare in un qualsiasi negozio di dischi (fosse Rough Trade, un lercio buco di usati a Soho o una delle grandi catene che letteralmente infestavano ogni angolo della città) e frugare tra i cd a basso prezzo, sperando di trovare qualche piccolo capolavoro dimenticato.

All’inizio della primavera del 1999, in quel di Londra, la mia principale occupazione nel tempo libero era proprio quella e, in una polverosa scatola di un sotterraneo di un non meglio precisato Tower Records, mi imbattei in un singolo di Michael Head And The Strands che si chiamava Something Like You (a 99p!). Fu, per me, una scoperta emozionante.

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Portico – Living Fields

Cambiare direzione è sempre un dilemma. Chi lascia la via vecchia per la nuova… Però contemporaneamente cambiare può aprire nuovi orizzonti e prospettive.

Ma visto che i nostri avi ci insegnano che In medio stat virtus, anche a questo dilemma possiamo trovare una soluzione: cambiate, sì, ma non troppo.

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Sufjan Stevens – Carrie & Lowell

Cominciare una nuova vita può significare molte cose. Svegliarsi alle 7 del mattino per andare a comprare croissants, pains au chocolat e brioches au sucre, potrebbe non essere un inconveniente, tutto sommato. Non, come ad esempio, trovarsi nel mezzo della strada a chiedersi dove si trovi il Boots più vicino, dove sia il posto più carino dove fare il brunch, l’afternoon tea. Capire dove servano le migliori ales.

I should have known better, nothing can be changed, the past is still the past, the bridge to nowhere“.

E mi risveglio a Lourmarin, nella dolce valle del Luberon, direzione Marsiglia. Nelle orecchie il nuovo album di Sufjan Stevens, senza dubbio uno dei più grandi artisti della sua generazione. Cito un Tumblr che ha colto nel segno creando il motto: “between hipsters and god there is Sufjan Stevens“.

dbfa1978

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