Wolf Alice – Creature Songs – EP

Ieri sono andato a Kew Gardens, un po’ perché a Londra splendeva il sole un po’ perché dopo aver assistito passivamente al “Reportage da Tellaro” della parte romana di TRISTE, avevo bisogno di tanta bellezza. L’ho trovata al Japanese Garden, sdraiandomi sull’erba, godendomi il sole.

Poi ho scoperto che i Wolf Alice erano arrivati al loro secondo EP, Creature Songs,  dopo l’interessantissimo Blush, uscito lo scorso Novembre ed il singolo Fluffy uscito a Gennaio 2013. E per finire, sono tornato a casa e mi sono aperto un bel rosé Côte des Provence, così, per sentirmi meglio.

small_Wolf-Alice-Creature-Songs-LRpackshot Continua a leggere

Teleman – Breakfast

La storia è ciclica, l’ho scoperto sabato sera. Ero all’Academy di Islington per vedere alcune band live (Nishe, The Fourfits), gruppi interessanti, un po’ acerbe ancora ma in grande crescita.

E mi sono ricordato che io, all’Academy, ci avevo messo piede per la prima volta 6 anni fa: una serata organizzata da Alternative Press con band alle prime armi e come headliners avevano scelto i Pete And The Pirates che, a quel punto della loro carriera, avevano appena fatto uscire il loro capolavoro Little Death (per me uno dei dischi Pop più belli che abbia mai ascoltato). Ma che fine hanno fatto le An Experiment Of A Bird In The Air Pump?

Teleman-Breakfast Continua a leggere

Flower Face – homesick

Qualche sera fa, dopo il suo concerto, mi sono fermato a parlare un po’ con Barzin. Di quanto mi sia rimasto il Canada nel cuore dopo esserci stato e di quanta buona musica stia uscendo da quella nazione. Addirittura troppa, dice lui.

Eccovi allora un’altra piccola scoperta. Dall’Ontario, una giovanissima cantautrice e il suo nuovo LP, Homesick. Ecco a voi Flower Face.

FlowerFace_Homesick Continua a leggere

Kishi Bashi – Lighght

C’è il tempo che non trovi per fare quello che vuoi, il tempo che cambia tipico della primavera inglese, c’è il tempo che scorre via veloce, quello che vorresti dedicare alla musica che ti piace. Poi c’è il tempo che serve per comprendere pienamente un’artista, o un album. Quello che si dovrebbe trovare sempre per le cose che amiamo.

Questa settimana, noi di TRISTE, di tempo non ne abbiamo. E il fatto che mi ritrovi a scrivere questo post mi fa capire pienamente che il tempo per fare ciò che amiamo, è il tempo più importante che ci sia. Grazie Kaoru Ishibashi.

kishi bashi Continua a leggere

Oliver Wilde – Red Tide Opal In The Loose End Womb

Non nego che ho speso almeno 2 minuti a rileggere il titolo dell’album per riuscire a correggere eventuali errori. Mi piace dire la verità, anche a costo di pagarne le conseguenze. Ah-Ah.

Ad esempio, vi è mai capitato di trovarvi in una sorta di deja-vù dilatato nel tempo tipo l’esperienza di trovarsi km lontano da casa, in un posto dove non conoscete nessuno, ed in cui non siete mai stati prima, ma al tempo stesso sentire quella strana sensazione di sentirsi a casa? Se siete nati vicino al mare, non ho bisogno di spiegarvelo, basta il rumore delle onde, l’odore di salmastro, qualche raggio di sole.

A me è appena successo in Portogallo, un paese che negli ultimi mesi mi ha fatto innamorare senza filtri: dalla musica, alle pastel de nata, dalla Livraria Lello alle camminate nella Ribeira.

Oliver Wilde - RTOITLEW Continua a leggere