Woods + Persian Pelican @Monk Club – Roma, 1/04/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A volte faccio tanti km per il cibo (cfr. qui), a volte invece faccio molti km per la musica.

Per andare ad ascoltare artisti che, magari, difficilmente passano dall’Italia (cfr. qui e qui) o che, seppur raggiungono il nostro paese, non scendono fino alle latitudini romane (cfr. qui).

Qualche hanno fa uno di questi viaggi mi portò sulle spiaggie di Marina di Ravenna. Sabato scorso invece, finalmente, i Woods sono finalmente arrivati a Roma.

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Real Estate – In Mind

Emanuele Chiti per TRISTE©

Nel variopinto universo dell’indie internazionale, la classica configurazione voce/due chitarre/basso/batteria a volte tastiere rimane l’assetto principale e preponderante.

I Real Estate non fanno eccezione.

Ma con una differenza: sono tra le poche band che, sembra strano dirlo, fanno “cantare” i propri strumenti. Continua a leggere

Karima Walker – Hands in Our Names

Peppe Trotta per TRISTE©

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuto (poco casualmente) in un servizio televisivo dedicato alla ricerca sull’intelligenza artificiale, ritrovandomi tra l’altro ad ascoltare una breve intervista ad un oscuro e TRISTE© personaggio barbuto che disquisiva sulle possibili conseguenze sulla nostra vita quotidiana.

Quasi immediatamente mi sono ritrovato a pensare a quanto la tecnologia abbia influito sulle nostre azioni negli ultimi decenni, a come ritroviamo l’ausilio delle macchine anche dove non ce lo aspetteremmo.

Viviamo in un’epoca pienamente ibrida e ciò che la creatività produce ne rispecchia l’andamento.

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The Pastels – Up For A Bit With The Pastels

Francesco Amoroso per TRISTE©

Le ricordo ancora in maniera vivida le estati della mia prima adolescenza.

Iniziavano a giugno e sembravano eterne. I giorni si susseguivano pigri, piacevolmente monotoni e il fatto che non ci fosse nulla da fare, nessuna attività programmata o necessaria, nessun compito da portare a termine, li rendeva ancor più amabili e interminabili.

Spendevo il mio tempo, per lo più, su una anonima spiaggia adriatica (una “seaside town that they forgot to bomb…” avrebbe detto Morrissey, non fosse che, durante la guerra, era stata praticamente rasa al suolo ) a cuocere sotto il sole, in mezzo a tanti altri ragazzi e ragazze della mia età, nella convinzione che la vita vera sarebbe sì cominciata prima o poi, ma di certo non prima della fine delle vacanze.

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Jens Lekman – Life Will See You Now

Fiamma Giuliani per TRISTE©

L’estate è la mia stagione preferita: amo il caldo, la luce fino a tardi, il sole, i colori vivaci della natura.

Amo l’atmosfera festosa delle giornate estive, mi fa sentire spesso di buonumore. Di conseguenza, in estate tendo anche ad ascoltare musica più allegra rispetto ai miei soliti standard.

Life Will See You Know, quarto album di Jens Lekman, segna il ritorno del cantautore svedese dopo 5 anni. E’ uscito in inverno ma mi ha fatto subito pensare all’estate.

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