Prefab Sprout – Steve McQueen

prefabsprout_stevemcqueenFrancesco Amoroso per TRISTE©

Credo di avervi già tediato fin troppo con i racconti strappalacrime su come fosse difficile, nella provincia degli anni ottanta, ascoltare e scoprire musica pop nuova e di valore.

L’unica possibilità per me allora era costituita da Rai Stereonotte, trasmissione notturna della Rai che, passata la mezzanotte, si affrancava dalle playlist imposte (a quanto ho poi capito, dopo la mezzanotte e fino alle 6,30, non si pagava più la SIAE, con il conseguente mancato interesse da parte delle etichette discografiche major di monopolizzare l’etere) trasmettendo solo musica di qualità con conduttori preparatissimi e appassionati.

Fu però anche grazie a una rivista mainstream e patinata che riuscii a scovare tante band che mi avrebbero poi fatto compagnia per lungo tempo a venire. Si chiamava “Rockstar” e ci scrivevano alcuni maestri della critica musicale italiana (anche conduttori di Rai Stereonotte, non per caso).

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Flyying Colours @Arci Ohibò – Milano, 19/10/2016

flyyingcoloursSara Timpanaro per TRISTE©

Le tecniche meditative hanno sollecitato in me lo stesso scarso interesse delle rubriche calcistiche domenicali. Eppure qualcosa è cambiato.

Ho cominciato a dare importanza ai segnali che il mio corpo produceva sia in situazioni piacevoli che poco piacevoli. Questo ha aperto una serie di domande, le cui risposte sono venute a galla con semplicità. La semplicità è tra quelle parole che difficilmente sento cucite addosso, in un mondo che guarda e valuta la persona in termini di efficacia o efficienza (parole che scivolano nel niente).

E poche volte ci soffermiamo sulla semplicità di un momento, di un paesaggio, di uno stato emotivo, perché i nostri pensieri sono rivolti al domani e poco al qui ed ora.

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Itasca – Open to Chance

itasca_opentochanceMarica Notte per TRISTE©

Ieri: la prima parte della giornata è trascorsa con una calma veloce e il cielo  sembrava essere come sospeso nel mondo, come un corda vecchissima poco rassicurante e poco incoraggiante a fare da ponte tra due punti molto distanti tra loro. Verso sera ho ascoltato la confessione di un assassino che mi è sembrata essere innocente e semplice.

Alla domanda cosa hai capito della vita qui dentro, ha risposto che la vita la fuori è fatta di piccole cose come sedersi su una panchina, guardare la gente nel parco, vedere i ragazzi al primo amore/delusione e vedere ogni giorno finire nel tramonto. E nel tramonto trovare tutta la pace e la sicurezza che serve affinché le cose vadano avanti.

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Laish @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 12/10/2016

laish_uimDue settimane fa ero a Londra. Mi dispiace sempre un po’ quando me ne vado perchè, a parte il dover nuovamente impattare con l’Atac dopo aver fatto qualche giorno in cui stranamente usare i trasporti pubblici non era uno stress, mi manca anche quella atmosfera agrodolce di cui vi parlavo anche nella mia ultima review.

Fortunatamente la rassegna Unplugged in Monti, che da poco ha iniziato la sua sesta stagione, mi ha permesso di avere una piccola coda di quel mood ospitando nuovamente il bravissimo Daniel Green.

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Happyness – Tunnel Vision On Your Part

tunnelvisiononyourpart“Hanging on in quiet desperation is the English way”

Questa frase, presente in uno dei pezzi simbolo di uno dei dischi più importanti della musica contemporanea (con buona pace del nostro Francesco), mi ha sempre affascinato molto quando da piccolo ascoltavo quell’album dalla copertina nera con uno strano triangolo sopra.

E devo dire che in seguito, frequentando con una certa costanza la terra d’albione, non ho potuto che notare quanto la frase fosse azzeccata al mood inglese e ai suoi paesaggi. Continua a leggere