Club Night – Hell Ya

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

500 grammi di farina, 100 grammi d’olio d’oliva, qualche cucchiaio di rosmarino secco, 125ml di acqua, un uovo, sale quanto basta.

Non sto dando i numeri, ma la ricetta dei taralli. Quelli lucani, come il 50% del sangue che scorre nelle mie vene. Quello che mi ha portato a fermarmi a Picerno, sulla strada verso Gallipoli, qualche mese fa. Là ho scoperto l’eccellenza dei peperoni cruschi.

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Monk Parker – Crown of Sparrows

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sarà perchè vivo in Italia, ma Agosto lo considero il mese del mare e della vacanza, e soprattutto il mese in cui poter staccare un po’ da tutto. Dal lavoro, sì, ma anche dalle novità musicali.

Per questo non capisco mai fino in fondo la scelta di far uscire dischi in questo periodo (quantomeno nell’emisfero boreale). Soprattutto quando gli album presentano sonorità che, al mio orecchio, associo più a del whisky e al fuoco di un camino (o di un bivacco in una prateria).

Per questo Monk Parker continua a spiazzarmi. Ma io continuo a non pensarci ed ascoltare la sua splendida musica.

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The War on Drugs – A Deeper Understanding

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

Io, Giuliano e Mathieu. In francese avrei dovuto dire: Giuliano, Mathieu et moi. perché ci si mette sempre alla fine, è una forma di rispetto e di cortesia. In Italia spesso non lo siamo. Sto divagando, mentre cerco nel giardino del vicino l’erba più verde. Continua a leggere

Ayo River – Failed State

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

L’altro giorno ho tirato fuori un disco della memoria. Out Of Time dei REM, che mia sorella aveva in cassetta e che passai a vivisezionare per anni: non riuscivo a comprendere le differenze fra Shiny Happy People e Near Wild Heaven. Già, ma in mia difesa posso dire che avevo solo 10 anni. Voi? Continua a leggere

Jen Cloher – s/t

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Una delle passioni che mi porto dietro da quando sono piccolo (davvero molto piccolo) è l’amore per i film di Woody Allen.

Quello che sin dall’inizio carpì la mia attenzione erano la raffinata ironia dei personaggi, il prendere in giro il pezzo di società di cui al tempo stesso si è parte integrante, e ovviamente la marcata ipocondria di Woody, tratto che già da piccolo coltivavo in me con certosina precisione.

Ricordo però che vedere questi film era per me anche una piccola sofferenza: sapere che esisteva una persona come lui era demoralizzante per me, che avrei voluto essere così (no, non vorrei sposare una mia ipotetica figlia) ma non avrei mai potuto essere come lui, proprio perchè già c’era lui.

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