H. Grimace – I Am Material EP

Il mio grandissimo amico e co-fondatore di TRISTE©, il londinese, sta per lasciare la capitale inglese per nuovi lidi. Se da un lato sono contento per lui, che sembra entusiasta (strano, eh?) di quello che gli riserverà il futuro, dall’altro sono un po’ sono dispiaciuto perchè mi mancheranno le frequenti scorribande con lui in terra d’albione e a Londra. Non che non potremo più farle, ma fino ad ora poteva anche ospitarmi e farmi risparmiare i soldi dell’alloggio (ehm).

Ma sono sicuro che l’Inghilterra tutta e la sua capitale rimarranno nel suo cuore e sopratutto nelle sue orecchie, perchè in quelle terre poco baciate dal sole la vena creativa sembra non mancare mai. Ed allora in onore di tutto questo e non solo, eccovi una nuova band da tenere d’occhio: gli H.Grimace e il loro nuovo EP.

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Elephant Micah – Where in Our Woods

Peppe Trotta per TRISTE©

Sono un appassionato di fotografia. Mi piace la complessità e le infinite possibilità che questa arte offre. Mi riferisco alla possibilità di declinare un tema in mille modi usando strumenti e linguaggi differenti. Questo perché il soggetto della foto generalmente suggerisce il modo in cui la foto dovrebbe essere realizzata.

Capita di trovarsi di fronte ad una scena e capire che la soluzione più idonea sarebbe avere una vecchia fotocamera a pellicola, perché solo così riusciresti a riprodurre le tue sensazioni del momento.

Qualcosa del genere avrà sentito Joseph O’Connell, aka Elephant Micah, mentre componeva il suo ultimo lavoro.

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Viet Cong – Viet Cong

Tra i miei buoni propositi per questo 2015 (non che ci creda molto o che ne abbia mai fatti in vita mia per il cambio di anno. A pensarci bene nemmeno questo è nato come buon proposito per l’anno nuovo) c’è il riuscire a svegliarsi presto la mattina. Direte voi: non è che sia impresa particolarmente ardua. Fidatevi, per me lo è.

In teoria uno step ulteriore di questo proposito sarebbe, dopo essersi svegliati, fare una mezzoretta di attività fisica prima di andare al lavoro. Forse sto davvero chiedendo troppo e l’unica cosa che riuscirò a fare sarà aggirarmi catatonico per l’ufficio e chiudere questa Pointless Experience rinunciando miseramente.

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Fox Academy – Luxury Beverage

Una volta un mio caro amico si era fissato nel voler inventare qualche nuovo cocktail. Dopo qualche tentativo dai risultati tremendi fece un twist senza troppe pretese su uno screwdriver: aggiunse semplicemente un po’ di prosecco. Niente di speciale, ma il risultato fu ottimo e io da quella volta se voglio della vodka con la spremuta d’arancia faccio sempre questa aggiunta.

Spesso sono le cose semplici a dare i risultati migliori. Magari non uscirà fuori una “bevanda di lusso”, ma alla fine quello che conta è che sia buona.

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D’angelo and The Vanguard – Black Messiah

Uno dei miei libri preferiti di sempre inizia in un modo unico, originalissimo, addirittura nelle note di stampa. L’autore è un geniaccio americano, uno di quelli dal talento smisurato. Uno di quelli che riesce sempre a non prendersi sul serio come solo gli americani sanno fare. Parte con una dichiarazione diretta verso i suoi lettori, dice: “in una scala da 0 a 10 dove 0 significa completamente omosessuale e 10 significa completamente eterosessuale, io mi posiziono al numero 7”.

L’autore è Dave Eggers, un uomo per cui ho una stima sconfinata. Un po’ come per il D’angelo di Voodoo, quello del video di How Does It Feel. Già, il video che guardavo la notte, su Brand:New, di nascosto, perché avevo paura che mia mamma potesse pensare che in quella scala da 1 a 10 mi potessi posizionare al numero 1, dato che per 4 minuti di video, si vedono gli addominali di D’angelo.

Ma in verità, la cosa che tuttora mi imbarazza, è la qualità di quel pezzo senza tempo, quella voce soul senza limiti, quella sensualità che solo un’artista meraviglioso riesce ad esprimere. Qualcosa che contestualizzata, raggiunge vette che solo Sam Cooke aveva raggiunto.

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