Real Estate – Atlas

Marzo é un mese bellissimo, non c’entra molto il fatto che fra due ore mi ritroveró nelle bianche vallate delle dolomiti con tre miei amici di lunga data, a passare una settimana incredibile; non c’entra nemmeno il fatto che, in questi giorni, a Londra splenda il sole e si respiri un’aria primaverile.

Ecco, forse é proprio il fatto di riscoprire certi piaceri che mi fa amare Marzo. Come ad esempio sdraiarsi nell’erba, sotto il sole, e mettere su Atlas dei Real Estate.

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Mutual Benefit @St.John Church – Bethnal Green – London

La serata inizia in modo inaspettato. Quello che dovrebbe essere uno dei concerti piú attesi (da me) dell’anno, viene fermato sul nascere, posticipato.

Si, perché quando arriviamo alle 19 in punto fuori dalla chiesa di St.John, ci accorgiamo che il concerto inizierá alle 21:30. Proviamo ad entrare ma veniamo gentilmente rimbalzati. Come mai? Bisogna aspettare che il prete finisca di dire messa. Incredibile.

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Angel Olsen – Burn Your Fire For No Witness

Angel Olsen fa pace con il mondo. Lo fa nella prima canzone Unfucktheworld. Una dichiarazione lontana dal nome e dalla figura soave della cantante statunitense.

E sono proprio i titoli delle 11 canzoni a svelare il sentimento generale dell’album, una sorta di perdono generale che pero’ assume i tratti del “canto del cigno” quando si intendono le prime parole di Angel: “I quit my dreaming the moment I found You” e ancora “I wanna nothing but for this to be the end, for this to be a tired and empty end”.

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Chelsea Bridge

Ci sono dei weekend che in modo naturale, risultano perfetti. Niente da fare per due giorni, una corsetta al sole in riva al fiume, una pasta alla bottarga da antologia. Tutto scorre liscio e, a questo punto, c’è solo bisogno di buona musica.

Penso a quella cantante che ho scoperto qualche giorno fa, una neozelandese iperattiva (a giudicare dalle poche informazioni nella descrizione personale e dal ritmo con cui pubblica materiale nuovo), il cui EP è uscito giusto la settimana scorsa. Si chiama Chelsea Bridge ed ha una voce incantevole.

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Sun Kil Moon – Benji

Credo sia chiaro a tutti che l’ultimo disco di Sun Kil Moon/Mark Kozelek sia destinato a lasciare un segno in questo 2014. Un anno dalle aspettative altissime che dovrebbe anche partorire gli ultimi sforzi di Mark Everett e Jeff Tweedy. Insomma il meglio del meglio.

Non ho citato questi due artisti a caso: sono entrambi americani ed entrambi hanno in comune con Kozelek una sorta di sinceritá/purezza d’animo che rende gli ascoltatori piú appassionati, dei fanatici con le bende agli occhi. Tipo me.

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