Karen O – Crush Songs

Nell’aereo che mi ha portato a casa, quella temporanea che mi ha accolto per diverso tempo e che probabilmente lascerò fra qualche mese, c’era un ragazzo. Uno di quelli che dice cose del tipo: “io non parlo a gente che non capisce un pezzo come Wedding Song cantato da Karen O”. Insomma, uno che mi somiglia un po’.

Ed osservandolo bene, ho capito il significato del detto: home is where your heart is. Non so cosa dica ad ognuno di voi, quali immagini risvegli nella vostra mente, in quanto a me, fa pensare al mare.

Se sia quello celeste che si sposa incantevolmente con la roccia calcarea del Sud della Francia o quello blu della pietra più scura del Levante Ligure ancora non lo so. Il tempo sarà il miglior giudice. O forse il miglior branzino alla griglia.

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The Districts + Blaenavon @The Lexington – London

L’ultima volta che mi sono ritrovato a pensare: “ma vado a quel concerto per la band che apre o per gli headliners?” era un po’ di tempo fa. Primavera 2010, una giornata splendida: ci eravamo riuniti a Londra io, la parte romana e due nostri grandissimi amici. TRISTE non esisteva ancora ed eravamo persone felici. Ah-Ah.

Eravamo felici per via di un concerto, quello dei Pavement (mamma mia che pezzo, finirò col riascoltare tutti i loro album nelle prossime settimane) alla Brixton Academy e ad aprire c’erano i bravissimi Broken Social Scene (si, l’hanno suonata questa). Devo aggiungere altro?

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Happyness – Weird Little Birthday

Riuscire a tenere insieme tante cose, prenderne gli aspetti migliori e mescolarli senza risultare sconclusionati e senza perdere una propria identità. No, non è uno dei buoni propositi che avevo fatto ad inizio anno.

E’ quello che dovrebbe riuscire a fare un buon disco. E il debut degli Happyness si avvicina moltissimo a questa impresa estramente difficile.

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Field Day Festival 2014 @Victoria Park – London

Non c’è due senza tre. E per dimostrare tutta la nostra gratitudine agli organizzatori del Field Day Festival, compriamo i nostri biglietti con mesi  d’anticipo, senza sapere chi saranno gli headliner, così, a scatola chiusa.

E la  scatola si rivela un concentrato di elettronica piuttosto che di rock. Meglio specificare che per la prima volta il festival viene spalmato su due giorni:  il primo (il festival vero e proprio) molto più elettronico del passato, a partire dal tendone Bugget Out! quello dove tutte le volte che entro mi viene offerto di tutto (chissà perché..); il secondo giorno invece ruota attorno ai Pixies. Già, la band che torna a suonare live per l’unica data londinese del 2014 e porta con se Pond, Temples, Telegram, Future Islands e The Horrors.

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Arcade Fire @Earl’s Court Exhibition Centre – London 6-06-2014

Difficile definire una serata del genere. Da un lato, perché mi ha regalato emozioni talmente forti e profonde che mi trovo quasi in imbarazzo a descrivere (cercherò col sarcasmo di evitare di esprimerle appieno); da un lato, perché in più di un’occasione, ma soprattutto alla fine del live, si è avuto l’impressione di essere parte della storia. Un po’ come essere a Wembley nell’86 per i Queen o giù di lì. (Si, sono stato un fan dei Queen a suo tempo, poi ho conosciuto Billy Corgan e Kurt Cobain).

On top of that, non succede molto spesso di trovarsi in un palazzetto storico, con 20,000 persone a sostenere una band – La Band – sapendo che potrebbe essere l’ultimo live di sempre all’ECEC.

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