Michael Lane @La Cartiera – Catania, 30/10/2016

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Foto della nostra Giulia Belluso

Sara Timpanaro per TRISTE©

Ciò che mi piace di più di una fotografia è la capacità di raccontare una storia cominciando da quel breve frammento. Amo molto sfogliare gli album di famiglia, vedermi da bambina, guardare i colori delle foto che invecchiano nel tempo e cercare di ricordare chi ero, cosa pensavo, ma sopratutto ricordarmi cosa sognavo ad occhi aperti.

La ricerca del proprio sé è una delle grandi domande dell’uomo e, per quanta letteratura è stata scritta e si scriverà, per me rimarrà un viaggio strettamente personale, fatto di scelte che a volte mettono in difficoltà.

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Carla dal Forno – You Know What It’s Like

carladalforno_youknowwhatitslikePeppe Trotta per TRISTE©

La mattina è il momento della giornata maggiormente contraddistinto da una ritualità costante. Quel passaggio dal torpore del sonno alla piena efficienza della veglia si concretizza quotidianamente attraverso una serie di gesti ormai automatici.

Tappa fondamentale è affacciarsi dal balcone è guardare il cielo per capire cosa mi aspetta e procedere nella preparazione.

Oggi mi sono ritrovato un impenetrabile strato di nubi grigie e minacciose, un tappeto impenetrabile che trasmette un senso profondo di inquietudine. Lo stesso sentimento che pervade l’intera durata di You Know What It’s Like di Carla dal Forno.

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Agnes Obel – Citizen Of Glass

agnesobel_citizenofglassGiulia Belluso per TRISTE©

Esponendo una qualsiasi immagine ad una superficie riflettente, essa si specchia.

La superficie riflettente, attraverso un gioco di luci, svilupperà un riverbero della stessa immagine più e più volte, intrappolando così l’essenzialità della figura modificandola da nitida a chiara a trasparente.

L’effetto ottenuto, sarà la visione di un’immagine tanto essenziale e semplice da risultare vitrea.

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Flyying Colours @Arci Ohibò – Milano, 19/10/2016

flyyingcoloursSara Timpanaro per TRISTE©

Le tecniche meditative hanno sollecitato in me lo stesso scarso interesse delle rubriche calcistiche domenicali. Eppure qualcosa è cambiato.

Ho cominciato a dare importanza ai segnali che il mio corpo produceva sia in situazioni piacevoli che poco piacevoli. Questo ha aperto una serie di domande, le cui risposte sono venute a galla con semplicità. La semplicità è tra quelle parole che difficilmente sento cucite addosso, in un mondo che guarda e valuta la persona in termini di efficacia o efficienza (parole che scivolano nel niente).

E poche volte ci soffermiamo sulla semplicità di un momento, di un paesaggio, di uno stato emotivo, perché i nostri pensieri sono rivolti al domani e poco al qui ed ora.

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Itasca – Open to Chance

itasca_opentochanceMarica Notte per TRISTE©

Ieri: la prima parte della giornata è trascorsa con una calma veloce e il cielo  sembrava essere come sospeso nel mondo, come un corda vecchissima poco rassicurante e poco incoraggiante a fare da ponte tra due punti molto distanti tra loro. Verso sera ho ascoltato la confessione di un assassino che mi è sembrata essere innocente e semplice.

Alla domanda cosa hai capito della vita qui dentro, ha risposto che la vita la fuori è fatta di piccole cose come sedersi su una panchina, guardare la gente nel parco, vedere i ragazzi al primo amore/delusione e vedere ogni giorno finire nel tramonto. E nel tramonto trovare tutta la pace e la sicurezza che serve affinché le cose vadano avanti.

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