Lisa/Liza – Desert of Youth

lisaliza_desertofyouthGiulia Belluso per TRISTE©

“Giulia soffia sulle candeline ed esprimi un desiderio”

Il giorno del mio compleanno è per me un giorno di contemplazione, uno di quei giorni in cui medito quasi inevitabilmente su gran parte del mio passato: le decisioni prese, le complicate (quanto inutili) incazzature con me stessa, gli amori impossibili e gli amici di una vita.

Nelle mie riflessioni immagino uno scenario essenziale e solitario, in cui molti dei sentimenti che ho provato prendono forma e volto di persone a me familiari. Il mio passato è fatto di emozioni contrastanti, molto sofferto, non poco tortuoso, ed io che non amo troppo parlarne, continuo a contemplarlo nell’intimità della mia stanza, grazie ad un sottofondo di melodie come quelle di Lisa/Liza. Continua a leggere

Keaton Henson – Kindly Now

keatonhenson_kindlynowPeppe Trotta per TRISTE©

È stata un’estate all’insegna dell’attesa. Figli che stanno per cominciare il liceo, lavori da confermare, occasioni possibili da concretizzare. E poi aspetto ancora di andare in vacanza, anche se comincio gradualmente a perdere le speranze.

A tutto ciò si è aggiunta l’impazienza di poter ascoltare finalmente il nuovo disco di Keaton Henson dopo la promettente anticipazione delle due perle Alright e The Pugilist.

E almeno a questo abbiamo posto rimedio Continua a leggere

The Tallest Man On Earth @Fabrique 16/09/2016

tallest-man-on-earth-music-hall-williamsburg-by-pip-cowley-900x600-1009146Per lavoro vengo spesso a Milano. Tutte le volte ritrovo un pezzo di cuore che ho lasciato un po’ di tempo fa. Vive una vita tutta sua, in parallelo.

A volte prende delle sbandate meravigliose, mi fa volare con le gambe in aria e mi ritrovo immerso in storie fuori dal tempo: in motorino a correre sulle salite di casa mia, fra i prati verdi degli inizi di maggio, fra le onde calme del mare nelle sere di Agosto.

Ho lasciato pezzi di cuore dappertutto, non me ne rammarico. Io, cittadino del mondo, non poteva andare diversamente.

I left my heart to the wild hunt a-comin
I live until the call
And I plan to be forgotten when I’m gone
Yes I’ll be leaving in the fall

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Angel Olsen – My Woman

angel-olsen-my-womanYou’ll never be mine.

Chissà quante volte lo abbiamo pensato. Io di sicuro l’ho provato quando con il suo fare sfuggente Angel Olsen è passata sul palco dell’Electric Balroom di Camden. Ho amato talmente tanto Burn Your Fire for No Witness che mi fece male, trovarmi sedotto e abbandonato.

Fu fin troppo facile parlare male di quell’esperienza di 40 minuti o poco più. Ci andai con il mio compagno di concerti a Londra. Si chiama Mathieu, uno di quei parigini che ti fanno ricredere dell’arroganza che si attribuisce ai natii dell’Ile de France. Interessato a tutto, dal cinema alla musica, e con il quale ci siamo scambiati tanti favori musicali: io lo portai da EELS alla Royal Albert Hall lui da Gruff Rhys al Koko di Camden.

Per Angel Olsen andò diversamente.

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Preoccupations – Preoccupations

preoccupations_preoccupationsDa sempre l’arma dell’indignazione può essere un forte strumento per alzare polveroni mediatici. Anche un po’ gratuiti.

Succede ancora più spesso al giorno d’oggi, dove fatti, dichiarazioni, filmati e vignette sono decontestualizzati e commentati e ricommentati di pancia su social network e altri media dal rapido consumo.

A volte sacrosanta (ed anzi, spesso poco usata quando ce ne sarebbe davvero bisogno), l’indignazione è spesso figlia di (falso) perbenismo e chiusura mentale, a cui è bene contrapporsi con fermezza e buone argomentazione.

Dire “non sapevamo bene di cosa stessimo parlando” non è invece un buon esempio di risposta.

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