The Weather Station – What Am I Going To Do With Everything I Know

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono cose a cui non si può sfuggire.

Le sfiori, a volte le dimentichi o semplicemente non gli dai la giusta importanza. Quando meno te l’aspetti ricompaiono seguendo strade differenti e ti ritrovi conquistato senza riuscire a spiegarti perché te le fossi fatte sfuggire. Mi succede ritornando in un luogo, rivedendo un film e mi succede con i dischi.

Con What Am I Going To Do Whit Everything I Know di The Weather Station, per esempio.

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Jeff Tweedy @London Palladium – 04-11-2014

Jeff Tweedy è come l’orizzonte, un oggetto lontano, irraggiungibile, ma non solo. È un pensiero astratto. I’ve heard you say: dreams don’t matter. Beh, caro Jeff, te lo dico io se i sogni non contano.

Il mio primo sogno si avverò quando andai a vedere dal vivo gli Smashing Pumpkins a Bologna. Ero un pischello, era il 2000. Mi ricordo ancora benissimo tre cose: il giorno in cui andai da mio babbo dicendogli che io sarei andato al concerto, che lo volesse o no; il momento in cui sulla prima nota di Bullet With Butterfly Wings ci guardammo negli occhi io e il mio migliore amico con preoccupazione, dato che in un centesimo di secondo si sarebbe scatenato il pogo estremo; le mie giornate passate ad ascoltare tutte le parole di Billy Corgan. Imparai l’inglese mosso dal desiderio di capire cosa dicesse in quelle canzoni.

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Benjamin Greer – Callous

Marica Notte per TRISTE©

Non so a voi, ma a me piace tanto guardare fuori dalla finestra quando ancora non è troppo tardi e vedere che è già buio. E pensare che la sera in realtà durerà poco perché tutto sembra vivere già nella notte più profonda. Una volta che la luce va via pensiamo che il giorno sia finito. Ma in realtà è appena iniziata la parte migliore di esso.

A volte è davvero difficile trovare le giuste parole per descrivere quello che si sente, soprattutto se si ha l’intenzione di non tradire le proprie sensazioni.

Ma si sa che le parole a volte non bastano, anche se molto utili. Per questo provo a dirvi due cosette su Benjamin Greer, giovanissimo ragazzo americano (Boston, MA), che con la sua voce e le sue incantevoli melodie mette a dura prova la mia capacità lessicale.

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Ned Roberts

Un anno è lungo. Lunghissimo. Almeno per me. Se penso indietro, ai 12 mesi passati, mi sembra che in verità siano trascorsi 12 anni. Tutte le cose fatte, tutta la memoria accumulata, tutte le persone conosciute, tutta la musica ascoltata.

Un anno fa (in verità un po’ di più) vi parlavamo per la prima volta di un artista che al primo ascolto ci fece innamorare. Non so quanto sono durati davvero per Ned questi 12 mesi. Ma hanno portato uno splendido self-titled debut.

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The Very Most – Things Too Obvious To Sing

The Very Most li scoprii grazie alla loro cover di It’s Not Unusual, quella di Tom Jones resa famosa da Carlton Banks. Non so nemmeno per quale motivo riuscii a trovarla. Probabilmente feci quello che l’altro giorno ho fatto per Cupid di Sam Cooke. Pezzo da brividi, Cupid.

Uno di questi giorni scriverò una lettera a qualcuno. Mi ricorderò di farlo, un po’ come, alla fine, mi sono ricordato di parlarvi di loro, The Very Most.

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