Jessie Ware – Tough Love

Eccoci qua, circa due anni dopo l’inizio del nostro blog, mi ritrovo fra le mani il nuovo disco dell’artista con cui abbiamo iniziato. É strano, a pensarci bene, che l’oggetto delle mie recensioni sia Jessie Ware: un’artista che mi piace parecchio ma al tempo stesso un’artista che, se proprio vogliamo eesere sinceri, non si addice pienamente al target TRISTE©.

TristeRoma sará piú d’accordo di me su quello che ho appena detto. I don’t know what I’m saying (cit. – se non capite la citazione, andate a guardarvi Arrested Development, la serie TV piú bella di tutti i tempi).

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Barbarisms – Barbarisms

Per lavoro (e non solo) sono spesso in viaggio. Proprio oggi sto per partire in treno: niente di che, poco più di quattro orette. Che in aereo mi avrebbero potuto portare, per esempio, a Yerevan (in Armenia), a Kazan (in Russia) o in Islanda.

Con addirittura meno tempo (2 ore e 45 secondo flighttime-calculator) sarei potuto arrivare a Stoccolma. E lì avrei potuto trovare uno che di ore di viaggio se ne è fatte molte di più, per lasciare gli States e raggiungere la vecchia Europa.

Oggi vi parliamo del self-titled debut del progetto Barbarisms. Allacciate le cinture (io no, sarò sul treno) e guardate fuori dal finestrino.

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Allo Darlin’ – We Come From The Same Place

Forse finalmente le temperature si sono adeguate al calendario. C’è ancora il sole e il mio ragù è sempre buonissimo. Insomma tutto sembra scorrere normalmente. Nonostante tutto.

E normale sembra essere avere le note degli Allo Darlin’ nelle orecchie. Così adatte a questo Ottobre soleggiato, così familiari per noi di TRISTE©. Il loro nuovo album esce proprio oggi: eccovi We Come From The Same Place.

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Fear Of Men + Flowers @ Concrete – London – 02/10/2014

La realtá é che il concerto dei Fear Of Men é iniziato martedí scorso quando, stupidamente, mi sono presentato alla porta del Concrete, salvo poi realizzare che era chiusa. Dovevo leggere meglio e comprendere che era Thursday la parola scritta vicino alla data del concerto, non Tuesday come credevo.

Poco male, due giorni di preavviso mi sono serviti a rispolverare il mio amore per Loom e due ore di serata a scoprire quello nuovo verso Jess Weiss.

La mia Vespa mi porta a Shoreditch in tempo per trovare spazio fra le prime file del Concrete, uno spazio che più underground non si può: è un basement dal soffitto basso, tubi a vista, tutto cemento (ma dai?!?), ma concepito splendidamente. Minimal-chic. Servono Averna, Cynar e birra Moretti. Sarà una grande serata.

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Tweedy – Sukierae

I Wilco sono una delle mie band preferite. Qualche anno fa suonarono alla Roundhouse di Camden e fu senza dubbio uno dei concerti più belli che abbia mai visto e senza alcun dubbio uno dei più emozionanti. Sono una band matura, affiatata e talentuosissima, ma non finisce lì, perché Jeff Tweedy ha qualcosa di speciale. Almeno per me.

Le sfuriate di Glenn Kotche, i continui cambi di strumento di Pat Sansone e le cavalcate lisergiche di Nels Cline non bastano a definire quello che si prova. Lo capii quando ad un tratto sembrava come se fossi in un mondo parallelo, trasportato dall’emozione delle note della mia canzone preferita. Erano quelle di At Least That’s What You Said. Stavo piangendo.

Tweedy - sukiarea

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