Slow Club – Complete Surrender

A dispetto del loro nome, gli Slow Club sono una band che non ama districarsi solamente in chiave acustica e personale, diciamo intima. Piuttosto è una band che cerca di vivere tutte le emozioni del quotidiano. O almeno è quello che sembra venire fuori dai loro dischi, che in passato hanno visto affiancare pezzi come Hackney Marsh a The Dog.

Ah, The Dog, il pezzo che mi ha fatto innamorare di loro. 2′ e 46” di intensità e chitarre rock. Poi ho visto le foto di Rebecca Taylor e alla fine non nego che abbiano contribuito ad incentivare la mia passione per la band.

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Guida a Glastonbury

Eccola, la guida che vi avevo promesso qualche giorno fa, è pronta. Premetto che si possono trovare un milione di tips e guide in giro per il web, quindi ho deciso di farne una che racchiuda le cose più importanti da sapere quando si affronta un festival del genere: una parte diciamo teorica in cui cercherò di rendere bene l’idea di Glastonbury come festival/esperienza, l’altra una guida pratica al campeggio che può essere estesa a qualsiasi altro festival. Diciamo festival inglese, dato che sono gli unici dove sarete costretti a campeggiare.

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EELS @Royal Albert Hall – 30/06/2014

Non faccio certo mistero del fatto che EELS sia il mio artista preferito. Fu colpa di Electro-Shock Blues e – probabilmente – uno fra Rumore, Rockerilla o addirittura RockStar a farmelo conoscere. Ero al liceo o giù di li, e fu uno dei tanti motivi per cui decisi di imparare decentemente l’inglese. Passare le giornate a studiare i testi, capire come si potesse parlare di cose tanto tristi così. Un modo unico di elaborare il lutto: con grazia e leggerezza.

È veramente dura scindere il personaggio dal cantante, perché il suo modo di suonare, di cantare di esibirsi di parlare al cuore della gente è un dono irrazionale – qualcuno potrebbe definirlo divino, non io – che lo ha reso il più grande cantautore della propria generazione.

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Parquet Courts – Sunbathing Animal

Questa  è una recensione che arriva in ritardo. Non è stata una cosa voluta, ma un po’ una  conseguenza del periodo impegnativo in cui mi sono ritrovato ultimamente. Non preoccupatevi, non ci saranno derive “passive-aggressive” piuttosto riflessioni sulla “serendipity” che se non sapete cos’è proverò a spiegarvelo in qualche modo. Ah, perdonate gli inglesismi, ma serendipità proprio non si può sentire.

L’esatto opposto di Sunbathing Animal, un disco piacevole, preciso, psichedelico e in qualche modo sorprendente per i sempre-più-amati Parquet Courts. Che andrò a vedere mercoledì prossimo a Londra e qualche giorno dopo a Glastonbury. In your face!

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Field Day Festival 2014 @Victoria Park – London

Non c’è due senza tre. E per dimostrare tutta la nostra gratitudine agli organizzatori del Field Day Festival, compriamo i nostri biglietti con mesi  d’anticipo, senza sapere chi saranno gli headliner, così, a scatola chiusa.

E la  scatola si rivela un concentrato di elettronica piuttosto che di rock. Meglio specificare che per la prima volta il festival viene spalmato su due giorni:  il primo (il festival vero e proprio) molto più elettronico del passato, a partire dal tendone Bugget Out! quello dove tutte le volte che entro mi viene offerto di tutto (chissà perché..); il secondo giorno invece ruota attorno ai Pixies. Già, la band che torna a suonare live per l’unica data londinese del 2014 e porta con se Pond, Temples, Telegram, Future Islands e The Horrors.

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