La Sera – Music for Listening to Music to

Sto per dire una serie di parole che molta gente troverà offensive, le nasconderò quindi dietro ad alcuni asterischi per evitare reazioni troppo sanguinose.

Ci sono band che mi hanno segnato più di altre, band che ***** a prescindere dall’accettazione o meno dell’************ indie globalizzata contemporanea: le Vivian Girls sono una di queste.

Ricordo bene quando le scoprii grazie ai consigli di ***** ********, un neuro scienziato che ha trovato il modo di allungare la durata delle giornate a 79 ore e passa le 71 di tempo libero giornaliero a recensire album e a garantire che ci sia un bastian contrario nel mondo della critica musicale mondiale (eh si è molto conosciuto).

Mi fa piacere riconoscergli che è grazie a lui che ho scoperto band meravigliose: Soft Machine, Slint, Neutral Milk Hotel, Don Caballero e Magnetic Fields (DEVO comprare 69 love songs). Le Vivian Girls, appunto, che vidi dal vivo il giorno in cui mi innamorai di Katy Goodman e rimasi deluso della mancanza di Moped Girls dalla setlist.

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Pinegrove – Cardinal

Cardinal è il primo vero debutto dei Pinegrove e se andiamo a vedere la scaletta scopriamo che la prima e l’ultima canzone si chiamano Old Friends e New Friends, rispettivamente. Magari non vuol dire niente, magari non è così didascalico come sembra e non stanno dicendo che il punto cardinale di riferimento nella vita è l’amicizia.

Se però per assurdo dovessi pensarla così, potrei dare un significato a molte cose, come le lacrime che ho scoperto scorrere sul mio volto venerdì sera dopo aver visto un amico riuscire ad arrivare dove ormai non sperava più. O quel sorriso ebete che mi ritrovo in faccia al pensiero di passare il prossimo weekend a Roma ed aprile a Milano.

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Daughter – Not To Disappear

Albert Brändli per TRISTE©

“Stesso posto stessa ora”. Sembra essere lo slogan di uno spot pubblicitario, ma non lo è.

Come qualcuno di voi sa già, dopo essermi rimpinzato ben benino ascolto sempre un po’ di musica (quando ne ho la possibilità). Oggi ad accompgnarmi c’è un paesaggio spettacolare; ricoperta di neve, l’Etna sembra quasi invitare l’osservatore a fare un giro per i suoi freddi sentieri.

Anche affacciandomi all’uscio ne vedo un po’ di quella neve che sembra attecchire, prospettando una gelida e inusuale domenica siciliana.

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Hinds – Leave Me Alone

Già di per sé, uno che mi dice Leave me alone me la fa prendere bene. Sarà che sono il più socievole dei solitari, o il più solitario degli estroversi, ma mi capita a volte di dirlo. O forse sono solo circondato da persone invadenti. Ah Ah.

Indipendentemente dal vostro punto di vista, ci sono casi in cui vale la pena mettersi in disparte, prendere il tempo di riflettere, di prendere la rincorsa. In un’epoca soffocata dalla velocità a tutti i costi, sembra quasi un atto rivoluzionario ascoltare un disco, leggere un libro, godersi un bicchiere di Braulio.

Lo so che quelli della mia generazione bevono il Montenegro, ma non è questo il punto né il momento… Leave me alone!

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Keaton Henson – 5 Years

Peppe Trotta per TRISTE©

Un anno è appena finito e come sempre ad una conclusione si lega una riflessione su ciò che è stato.

È tempo di bilanci, di somme che a volte non tornano, di rimpianti e buoni propositi per il futuro immediato. Inutile pensare di sottrarsi ad un meccanismo inconscio e ricorrente. La speranza è che alla fine riesca ad essere comunque un momento di crescita.

La fine del 2015 è stata tempo di bilanci anche per Keaton Henson.

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