Girlpool – Powerplant

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Chissà se mai Wayne Coyne si ricorderà della serata in cui mi salvò la vita.

A Milano all’Alcatraz, uno dei concerti più belli che abbia mai visto: un elogio alla follia ed alla felicità, a concentrarsi a fondo sul non prendersi seriamente, ad aprire le braccia alla vita, alla follia, alla spontaneità senza limiti. A riconoscere l’amore: Do You Realize? Continua a leggere

Chantal Acda – Bounce Back

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La Primavera arriva sempre con un carico di vitalità ed entusiasmo.

Nonostante valga il detto “Aprile, dolce dormire”, le giornate allungate e le temperature in aumento spingono la gente fuori dal letargo invernale.

Non so perchè, invece, per me ogni anno la Primavera coincide con un particolare accumulo di impegni di lavoro. Forse sono proprio gli arretrati dell’Inverno, da cui bisogna necessariamente riprendersi (“Bounce Back”) in fretta.

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Laura Marling – Semper Femina

Sara Timpanaro per TRISTE©

C’era una volta una ragazzina che si divertiva con la BMX dei fratelli e faceva delle vere e proprie marachelle, suonava di proposito i campanelli di sconosciuti per poi scappare, andava dove trovava le discese ripide e si lanciava per sentire la sensazione di vuoto in pancia e il vento tra i capelli, rientrava in casa sporca di terra o fango e se avesse potuto avrebbe vissuto sempre in giro, sempre in strada.

Insomma un vero maschiaccio.

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Woods + Persian Pelican @Monk Club – Roma, 1/04/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

A volte faccio tanti km per il cibo (cfr. qui), a volte invece faccio molti km per la musica.

Per andare ad ascoltare artisti che, magari, difficilmente passano dall’Italia (cfr. qui e qui) o che, seppur raggiungono il nostro paese, non scendono fino alle latitudini romane (cfr. qui).

Qualche hanno fa uno di questi viaggi mi portò sulle spiaggie di Marina di Ravenna. Sabato scorso invece, finalmente, i Woods sono finalmente arrivati a Roma.

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Tim Darcy – Saturday Night

timdarcysaturdaynightEmanuele Chiti per TRISTE©

Dal primo album degli Ought che ascoltai (More Than Any Other Day) rimasi folgorato dalla traccia numero tre, Habit: era come se i Talking Heads avessero ripreso le chitarre in mano e, seguendo la lezione del noise anni 80/90, avessero composto una traccia scintillante (e pure di più).

Da quel momento li ho persi di vista, ma ecco il frontman Tim Darcy che rispunta fuori con un disco solista.

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