Nick Urick – Sweet Stranger

Marica Notte per TRISTE©

Per quanto ci affatichiamo a voler tenere tutto sotto il nostro controllo, accade che a volte le cose ci sfuggano. Vanno via con semplicità e non fanno molto rumore, come quando si cammina sulla neve (o per rimanere in tema estivo sulla spiaggia) e tutto tace. Le impronte che lasciamo sono la traccia del nostro cammino che è passato di lì per andare oltre.

Per quanto cerchiamo di voler dare importanza al nostro vissuto con fatti, eventi e cose di ogni genere può succedere che a volte si possa trovar successo e altre fallimento. I pesi della bilancia sono due, l’equilibrio sta nel mezzo. E nel mezzo ci sono e restano molte di quelle cose che si celano alla nostra vista.

Il coraggio come la tenacia può fortificarci ma può anche creare illusioni che sappiamo essere tali ancor prima di iniziare. Qualsiasi sia l’inizio sappiamo già quale possa essere la fine.

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Mutual Benefit – Skip A Sinking Stone

Schivare una pietra che affonda. E la mente comincia ad immaginarsi sommersa dall’acqua di mare, mi viene in mente quella dell’isola d’Elba – salata – che mi insegnò a nuotare solo. C’è un sasso che cade dolcemente, un movimento fluido ed ovattato che ricama alla perfezione i bordi dolci degli arrangiamenti di Jordan Lee.

Sono pochi gli artisti che ti fanno sognare e distaccare completamente dalla realtà.

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Young Magic – Still Life

Albert Brändli per TRISTE©

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la morte. Da bambino sognavo spesso di perdere i miei cari, e mi svegliavo durante la notte col cuscino intriso di lacrime, sperando che fosserosolo incubi.

Brutti scherzi ci gioca la mente! Erano sogni, forse quelli di un bambino che aveva soltanto paura di rimanere solo.

E chissà che anche Melati Malay, (componente del duo Young Magic insieme ad Isaac Emmanuel) non ne facesse di simili.

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A. Dyjecinski – The Valley of Yessiree

Peppe Trotta per TRISTE©

In questo ultimo periodo più volte ho ritrovato rimandi ad un libro molto noto la cui lettura non avevo ancora affrontato. Ovunque mi comparivano citazioni e riferimenti e alla fine ho deciso di raccogliere i segnali giunti.

Eccomi quindi alle prese con “Walden ovvero Vita nei boschi” di Thoreau, resoconto di un isolamento volontario nella natura, lontano da una civiltà deludente e alla ricerca dell’essenza della vita. D’altronde l’alternativa sarebbe stata “Libro dell’inquietudine” di Pessoa, quindi sempre di solitudine si sarebbe trattato.

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Emily Jane White – They Moved In Shadow All Together

Giulia Belluso per TRISTE©

“Una mattina Gregor si è svegliato ed era uno grosso insetto…“

Credo di aver riso per cinque minuti buoni, quando ho letto l’incipit di questo racconto e ho lasciato che la mia fantasia trasformasse il personaggio principale proprio in lui… il mio vicino di casa.

Le circostanze paradossali hanno evidentemente sempre avuto una grossa attrattiva per me (questo spiega il perché di molte mie situazioni dalla discutibile ironia) e, in qualche modo, sono sempre state parte integrante di tutto il mio percorso.

Così non potevo non restare affascinata dal paradosso creato dalla musica di Emily Jane White, che causa in me la felicità, sfruttando l’abuso di tristezza.

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