Cha-Cha Sir

We don’t sleep

anymore

anymore

Con molto sonno arretrato e mille cose da fare, è un piacere staccare un pochino e concedersi qualche minuto di buona musica.

Eccovi allora una nuova band tutta da scoprire: dalla capitale del mondo (Londra), Cha-Cha Sir e il loro raffinato electro-pop.

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Arcade Fire – Reflektor

Chiudete gli occhi e non pensate a niente ( ci andava la negazione? Ok, no problem, non pensatelo!). Premete il triangolo orientato a destra e godetevi un’ora scarsa di pure relax. Quante volte lo avete fatto prima di ora? Voglio dire, non rilassarsi (spero spesso), ma godersi in completa serenità un album mai ascoltato prima.

Già, perché se lo avessi fatto, avrei potuto pensare a questo disco come a quello di un talentuosissimo fan di Giorgio Moroder e dei Talking Heads. Come si fa a rimanere impassibili soprattutto di fronte al singolo Reflektor, ritmi elettro-pop scanditi da cantati in francese: qu’est-ce que c’est?

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Low @ Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 4/11/2013

La serata è iniziata e finita tutta di corsa: prima nel cercare di beccare coincidenze dei fantabulosi mezzi dell’Atac che mi permettessero di arrivare in orario a destinazione, garantendomi un leggero margine di tempo per riuscire, quantomeno, a infilarmi un panino in gola (ovviamente senza masticare); dopo, completamente zuppo per il temporale, sperando che il maledetto M riuscisse ad arrivare in tempo a Termini per evitare notturno/taxi/incazzamentoulteriore.

Nel mezzo, però, ci sono stati i Low. E alla fine, quindi, è stata un’ottima serata.

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Los Campesinos! – No Blues

Mi ricordo ancora il concerto dei Los Campesinos. Ero al Rainbow, uno dei miei primi concerti in Inghilterra fuori da Londra. Fui talmente fortunato che ad aprire c’erano un paio di band interessanti fra cui Islet – band fenomenale – e Swanton Bombs (un duo carico di energia). Il posto era il retro di un pub in cui i muri trasudavano storia (vecchiaia?); uno di quei posti dove in genere ci si finisce a spegnere le serate in cui non si capisce niente fino alle 9 del mattino e poi il resto sono orecchie che fischiano e fauci rinsecchite.

No Blues è un disco che illumina di maturità, e allora: Let It Spill. Che pezzo.

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Ykiki Beat

Il mio treno oggi ha fatto mezz’ora di ritardo. Da fermo, nella stazione di partenza. Perchè quando non litigo con l’Atac ci pensa Trenitalia a ricordarmi come mai tutte le volte che sono all’estero vengo preso in giro dai “locals” per la mia ansia legata alle tempistiche dei mezzi di trasporto pubblici, per loro totalmente immotivata.

Il mio nervosismo si è materializzato in una totale pulizia del computer, con cancellazione di file più o meno utili, che non avendo toccato da mesi risultavano a me totalmente incomprensibili (grazie anche alla mia grande capacità di organizzazione e di dare ai file un nome lontanamente sensato). Sicuramente lo scoprirò tra una settimana quando al lavoro mi chiederanno di “quella cosa importante di cui avevamo parlato tempo fa”. In questa operazione però, mi sono capitati sotto mano delle tracce audio che non ricordavo di avere.

Eccovi allora Ykiki Beat, dal Giappone, per la gioia di tutti.

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