Flower Face – homesick

Qualche sera fa, dopo il suo concerto, mi sono fermato a parlare un po’ con Barzin. Di quanto mi sia rimasto il Canada nel cuore dopo esserci stato e di quanta buona musica stia uscendo da quella nazione. Addirittura troppa, dice lui.

Eccovi allora un’altra piccola scoperta. Dall’Ontario, una giovanissima cantautrice e il suo nuovo LP, Homesick. Ecco a voi Flower Face.

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Diners – Always Room

Un po’ di tempo fa ero negli Stati Uniti per lavoro. Dopo un po’ di giri in California, prima di concludere il viaggio, da buon Italiano sono passato a salutare i parenti. Che abitano a Phoenix. Ora l’Arizona non è propriamente lo stato più entusiasmante degli States, ma nonostante questo possiede molte attrattive, tra le quali il famoso Canion, i bei paesaggi di Sedona e molti molti molti di questi.

Tutto ciò non era per rendervi forzatamente partecipi dei miei viaggi nè del posizionamento geografico dei miei parenti, ma per introdurre i Diners e il loro Always Room. Da Phoenix, Arizona. Appunto.

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Kishi Bashi – Lighght

C’è il tempo che non trovi per fare quello che vuoi, il tempo che cambia tipico della primavera inglese, c’è il tempo che scorre via veloce, quello che vorresti dedicare alla musica che ti piace. Poi c’è il tempo che serve per comprendere pienamente un’artista, o un album. Quello che si dovrebbe trovare sempre per le cose che amiamo.

Questa settimana, noi di TRISTE, di tempo non ne abbiamo. E il fatto che mi ritrovi a scrivere questo post mi fa capire pienamente che il tempo per fare ciò che amiamo, è il tempo più importante che ci sia. Grazie Kaoru Ishibashi.

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Will Stratton – Grey Lodge Wisdom

Mi avvio ad un periodo veramente stressante di lavoro. Quanto questo sia dovuto al mio rimandare le cose o al fatto di non poter anticipare gli imprevisti, è una valutazione complicata che forse è meglio non fare. Diciamo che non imparo molto dal passato…

Proprio per questo necessito di trovare un po’ di relax nelle pause. La musica aiuta sempre in questi casi ed il nuovo disco di Will Stratton è un ottimo modo per fermarsi a rifiatare.

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Oliver Wilde – Red Tide Opal In The Loose End Womb

Non nego che ho speso almeno 2 minuti a rileggere il titolo dell’album per riuscire a correggere eventuali errori. Mi piace dire la verità, anche a costo di pagarne le conseguenze. Ah-Ah.

Ad esempio, vi è mai capitato di trovarvi in una sorta di deja-vù dilatato nel tempo tipo l’esperienza di trovarsi km lontano da casa, in un posto dove non conoscete nessuno, ed in cui non siete mai stati prima, ma al tempo stesso sentire quella strana sensazione di sentirsi a casa? Se siete nati vicino al mare, non ho bisogno di spiegarvelo, basta il rumore delle onde, l’odore di salmastro, qualche raggio di sole.

A me è appena successo in Portogallo, un paese che negli ultimi mesi mi ha fatto innamorare senza filtri: dalla musica, alle pastel de nata, dalla Livraria Lello alle camminate nella Ribeira.

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