Tomberlin – At Weddings

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Arriva un certo periodo della vita di ciascuno di noi in cui intorno a te sembra che tutti si stiano sposando.

Non proprio tutti ovviamente. Ma molti dei tuoi amici, superati i 30, cominciano a convolare a nozze. E ogni anno che passa sono sempre di più, ma soprattutto sono sempre di più i matrimoni che si accavallano lo stesso anno.

Oltre a generare una certa pressione (almeno nelle coppie) e a far sentire ancora maggiormente il peso degli anni che passano, i matrimoni (specialmente in Italia) costituiscono anche un cospicuo dispendio economico.

Ma almeno sono un’ottima occasione per aggiornare il guardaroba.

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Club Night – Hell Ya

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

500 grammi di farina, 100 grammi d’olio d’oliva, qualche cucchiaio di rosmarino secco, 125ml di acqua, un uovo, sale quanto basta.

Non sto dando i numeri, ma la ricetta dei taralli. Quelli lucani, come il 50% del sangue che scorre nelle mie vene. Quello che mi ha portato a fermarmi a Picerno, sulla strada verso Gallipoli, qualche mese fa. Là ho scoperto l’eccellenza dei peperoni cruschi.

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Rose Dorn – Speak Later

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando ero piccolo (e in verità ancora adesso) amavo molto visitare castelli. Grazie al medioevo e non solo, in tutta Italia abbondiamo di queste strutture imponenti e misteriose (soprattutto agli occhi di un bambino).

Dalle mie parti non mancano certo baluardi e fortezze (in fondo, anche se per un pelo, sono Toscano), e tra queste più di una fu proprietà della famiglia Malaspina.

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Will Graefe – North America

Emanuele Chiti per TRISTE©

Nomen omen.

Sì, c’è tanta, tanta America in questo disco di Will Graefe uscito per Pretty Purgatory, intesa come spazi rurali immensi, vallate, il mare come meta finale ma che sembra non arrivare mai, chitarre “Americana” a iosa.

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Midwife – Like Author, Like Daughter

Peppe Trotta per TRISTE©

È un afa lisergica quella che si diffonde qui nel profondo sud, una coltre densa che ricopre ogni cosa velando la percezione e rendendo tutto un po’ sfuggente.

Impossibile non rimanerne vittima, non resta che adattarsi e cercare di restare quanto più lucidi e concentrati in attesa che il sole perda almeno in parte il suo incombente vigore.

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Ainsley Farrell – Dark Hours

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Che le ore più buie siano quelle prima dell’alba si ripete ormai da secoli.

Il primo a lasciarne traccia sembrerebbe sia stato, nel 1650, il teologo e storico inglese Thomas Fuller, che scriveva “It is always darkest just before the Day dawneth”.

Di più recente scoperta è, invece, il fatto che proprio prima della sveglia possano verificarsi i sogni più strani e reali. Talmenti vividi da essere, a tutti gli effetti, considerati allucinazioni.

A fare una summa di tutto questo ci ha pensato Ainsley Farrell.

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Raoul Vignal – The Silver Veil

Francesco Amoroso per TRISTE©

Vorrei prevenire ogni vostro possibile dubbio, ogni vostra lamentela: lo so anche io che non si scrivono recensioni in un momento di rabbia, né sull’onda dell’indignazione. Non l’ho mai fatto, ma spesso ne ho avuto la tentazione.

Questa volta, però, facendo mio l’arcinoto adagio di O. Wilde, secondo il quale si può resistere a tutto ma non alle tentazioni, mi lascio andare.

E’ da qualche settimana che in rete si parla del giovane francese Raoul Vignal. E se ne parla piuttosto bene. All’Attimo Fuggente uno dei suoi brani l’abbiamo scelto come singolo della settimana e le recensioni che si trovano in giro sono tutte piuttosto positive.

Qual è il problema allora, direte voi?

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