Anna Tivel – Heroes Waking Up

Giulia Belluso per TRISTE©

Ogni mattina la sveglia suona (forse anche troppo) puntuale.

Apro gli occhi, fisso il muro per qualche minuto, mi dirigo verso la cucina (in testa canticchio una canzone), degusto un ottimo espresso.

Mi lavo. Già so che impiegherò un’eternità per truccarmi, lascio che mia madre mi “attacchi” con la sua parlantina mentre continuo a prepararmi, inciampo sempre nello stesso punto, così, ogni mattina ricordo di dover comprare delle pantofole della mia taglia.

Nel mio quotidiano c’è sempre una melodia che mi suona nella testa, o forse sono io a essere un po’ suonata, ma di sicuro le dolci note di Anna Tivel sarebbero una perfetta colonna sonora di sottofondo.

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Mutual Benefit – Skip A Sinking Stone

Schivare una pietra che affonda. E la mente comincia ad immaginarsi sommersa dall’acqua di mare, mi viene in mente quella dell’isola d’Elba – salata – che mi insegnò a nuotare solo. C’è un sasso che cade dolcemente, un movimento fluido ed ovattato che ricama alla perfezione i bordi dolci degli arrangiamenti di Jordan Lee.

Sono pochi gli artisti che ti fanno sognare e distaccare completamente dalla realtà.

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Young Magic – Still Life

Albert Brändli per TRISTE©

Ho sempre avuto uno strano rapporto con la morte. Da bambino sognavo spesso di perdere i miei cari, e mi svegliavo durante la notte col cuscino intriso di lacrime, sperando che fosserosolo incubi.

Brutti scherzi ci gioca la mente! Erano sogni, forse quelli di un bambino che aveva soltanto paura di rimanere solo.

E chissà che anche Melati Malay, (componente del duo Young Magic insieme ad Isaac Emmanuel) non ne facesse di simili.

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A. Dyjecinski – The Valley of Yessiree

Peppe Trotta per TRISTE©

In questo ultimo periodo più volte ho ritrovato rimandi ad un libro molto noto la cui lettura non avevo ancora affrontato. Ovunque mi comparivano citazioni e riferimenti e alla fine ho deciso di raccogliere i segnali giunti.

Eccomi quindi alle prese con “Walden ovvero Vita nei boschi” di Thoreau, resoconto di un isolamento volontario nella natura, lontano da una civiltà deludente e alla ricerca dell’essenza della vita. D’altronde l’alternativa sarebbe stata “Libro dell’inquietudine” di Pessoa, quindi sempre di solitudine si sarebbe trattato.

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Emily Jane White – They Moved In Shadow All Together

Giulia Belluso per TRISTE©

“Una mattina Gregor si è svegliato ed era uno grosso insetto…“

Credo di aver riso per cinque minuti buoni, quando ho letto l’incipit di questo racconto e ho lasciato che la mia fantasia trasformasse il personaggio principale proprio in lui… il mio vicino di casa.

Le circostanze paradossali hanno evidentemente sempre avuto una grossa attrattiva per me (questo spiega il perché di molte mie situazioni dalla discutibile ironia) e, in qualche modo, sono sempre state parte integrante di tutto il mio percorso.

Così non potevo non restare affascinata dal paradosso creato dalla musica di Emily Jane White, che causa in me la felicità, sfruttando l’abuso di tristezza.

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