Guida a Glastonbury

Eccola, la guida che vi avevo promesso qualche giorno fa, è pronta. Premetto che si possono trovare un milione di tips e guide in giro per il web, quindi ho deciso di farne una che racchiuda le cose più importanti da sapere quando si affronta un festival del genere: una parte diciamo teorica in cui cercherò di rendere bene l’idea di Glastonbury come festival/esperienza, l’altra una guida pratica al campeggio che può essere estesa a qualsiasi altro festival. Diciamo festival inglese, dato che sono gli unici dove sarete costretti a campeggiare.

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Glastonbury 2014

Come ho (abbiamo?) menzionato qualche volta, la settimana scorsa ero a Glastonbury. Quello che viene definito da molti come il più bel festival del mondo (se la gioca col Coachella) non è un semplice festival, ma un’esperienza di vita.

Lo dico col ghigno di chi ci è stato due volte e con la consapevolezza che fare glamping a Glastonbury non è da tutti. Si, non ho scritto camping, perché in fondo in fondo, sono un signorotto: non ho campeggiato assieme alle 300.000 persone presenti al festival, ma l’ho fatto nel giardino di casa di Michael Eavis, avendo piena disponibilità del bagno della casa. Glamorous camping, glamping per gli amanti dei neologismi.

Ma a parte questo, Glastonbury è ben altro.

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EELS @Royal Albert Hall – 30/06/2014

Non faccio certo mistero del fatto che EELS sia il mio artista preferito. Fu colpa di Electro-Shock Blues e – probabilmente – uno fra Rumore, Rockerilla o addirittura RockStar a farmelo conoscere. Ero al liceo o giù di li, e fu uno dei tanti motivi per cui decisi di imparare decentemente l’inglese. Passare le giornate a studiare i testi, capire come si potesse parlare di cose tanto tristi così. Un modo unico di elaborare il lutto: con grazia e leggerezza.

È veramente dura scindere il personaggio dal cantante, perché il suo modo di suonare, di cantare di esibirsi di parlare al cuore della gente è un dono irrazionale – qualcuno potrebbe definirlo divino, non io – che lo ha reso il più grande cantautore della propria generazione.

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Un Viaggio TRISTE© – Canzoni per spostarsi e per il caldo umido

Il caldo, la pioggia, l’umidità. Tutto assieme. Ed in più io in meno di una settimana ho preso più mezzi di trasporto tra aerei, autobus, treni, taxi e auto di amici che una persona normale in 4 mesi.

Per fortuna c’è la musica. E le nostre playlist.

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Parquet Courts – Sunbathing Animal

Questa  è una recensione che arriva in ritardo. Non è stata una cosa voluta, ma un po’ una  conseguenza del periodo impegnativo in cui mi sono ritrovato ultimamente. Non preoccupatevi, non ci saranno derive “passive-aggressive” piuttosto riflessioni sulla “serendipity” che se non sapete cos’è proverò a spiegarvelo in qualche modo. Ah, perdonate gli inglesismi, ma serendipità proprio non si può sentire.

L’esatto opposto di Sunbathing Animal, un disco piacevole, preciso, psichedelico e in qualche modo sorprendente per i sempre-più-amati Parquet Courts. Che andrò a vedere mercoledì prossimo a Londra e qualche giorno dopo a Glastonbury. In your face!

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