CHVRCHES – Every Open Eye

L’altro giorno stavo mangiando un po’ di focaccia e mi stavo per emozionare. Io che vivo nel paese dell’alta cucina e che sono cresciuto col mito di Gualtiero Marchesi e del cambiamento radicale che diede alla cucina italiana, un approccio storicamente diverso rispetto ai suoi predecessori. Io che mi emoziono col più antico dei sapori.

Sarà che mi piace dilungarmi nel parlare di sapore e, perchè no, ritrovare il sapore particolare di una di quelle band di cui parlammo agli inizi e che abbiamo seguito sempre con piacere lungo questo nostro (loro?) processo di evoluzione.

Si chiama Every Open Eye, e rappresenta ancora una volta, la loro visione genuina ed autentica del synth-pop. Una risposta che non arriva a chi si domandava in quale direzione avrebbe potuto dirigersi il loro sound: virare verso suoni più maturi e profondi, oppure rinfrescare il loro sound.

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Davis – Summit Hour EP

Nel ’97 ero moderatamente giovane. Andavo alle scuole medie e giocavo a calcio. Classica storia da provincia italiana, come direbbe il nostro Francesco.

Nel ’97 usciva Ok Computer e la musica, che già amavo, diventò ancora di più una costante compagna di viaggio. Forse proprio in quegli anni venivano piantati i semi di quella che ancora oggi è una delle mie più grandi passioni.

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Chantal Acda – The Sparkle In Our Flaws

Peppe Trotta per TRISTE©

Ognuno ha o ha avuto la sua coperta di Linus. Almeno da bambini, tutti ci siamo affezionati in modo spropositato ad un oggetto, facendolo diventare un elemento capace di infondere sicurezza. Una fonte di consolazione, una sorta di coccola sempre disponibile.

Crescendo, sempre più spesso, continuiamo a sentire la necessità di avere uno o più rifugi in cui tornare quando avvertiamo il bisogno di quiete, di distacco dallo stress che la vita quotidiana sa infondere a larghe mani.

Uno dei miei rimedi preferiti è e rimarrà sempre la musica, universo infinito nel quale trovare serenità.

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Monk Parker – How the Spark Loves the Tinder

Di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura l’uomo, secondo Kant, prova un senso di paura ed attrazione che sta alla base della sua definizione del Sublime.

Io di fronte alla magnificenza e alla grandezza della natura, in genere, riesco a rilassarmi. Specialmente se l’orizzonte si staglia molto in lontananza, come succede guardando il mare o trovandosi nel mezzo del deserto o della prateria.

Non avendo a disposizione in questo momento nè mare, nè deserto, nè prateria, un buon sostituto riesco a trovarlo in How the Spark Loves the Tinder.

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The Go-Betweens – 16 Lovers Lane

Francesco Amoroso per TRISTE©

Confesso che ho molto peccato. Sarà pure stato un peccato di gioventù, come si dice. Un peccato di omissione (che, tuttavia, come tutti sanno, non è meno grave degli altri), ma un peccato grave: nel 1989 non avevo ancora ascoltato nulla dei Go-Betweens.

Ma le vie del Signore (della Musica) sono infinite e così, trovandomi in quel di Perugia il 17 settembre dell’anno 1989, per assistere per la prima volta a un concerto dei R.E.M., mi imbattei, ignaro e inconsapevole, nella musica degli australiani che, in quel tour, aprivano i concerti di Michael Stipe e soci.

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