The Tallest Man On Earth @Fabrique 16/09/2016

tallest-man-on-earth-music-hall-williamsburg-by-pip-cowley-900x600-1009146Per lavoro vengo spesso a Milano. Tutte le volte ritrovo un pezzo di cuore che ho lasciato un po’ di tempo fa. Vive una vita tutta sua, in parallelo.

A volte prende delle sbandate meravigliose, mi fa volare con le gambe in aria e mi ritrovo immerso in storie fuori dal tempo: in motorino a correre sulle salite di casa mia, fra i prati verdi degli inizi di maggio, fra le onde calme del mare nelle sere di Agosto.

Ho lasciato pezzi di cuore dappertutto, non me ne rammarico. Io, cittadino del mondo, non poteva andare diversamente.

I left my heart to the wild hunt a-comin
I live until the call
And I plan to be forgotten when I’m gone
Yes I’ll be leaving in the fall

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Angel Olsen – My Woman

angel-olsen-my-womanYou’ll never be mine.

Chissà quante volte lo abbiamo pensato. Io di sicuro l’ho provato quando con il suo fare sfuggente Angel Olsen è passata sul palco dell’Electric Balroom di Camden. Ho amato talmente tanto Burn Your Fire for No Witness che mi fece male, trovarmi sedotto e abbandonato.

Fu fin troppo facile parlare male di quell’esperienza di 40 minuti o poco più. Ci andai con il mio compagno di concerti a Londra. Si chiama Mathieu, uno di quei parigini che ti fanno ricredere dell’arroganza che si attribuisce ai natii dell’Ile de France. Interessato a tutto, dal cinema alla musica, e con il quale ci siamo scambiati tanti favori musicali: io lo portai da EELS alla Royal Albert Hall lui da Gruff Rhys al Koko di Camden.

Per Angel Olsen andò diversamente.

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Joe Sampson – Songs of Delay

joesampson_songsofdelayGiulia Belluso per TRISTE©

Settembre è un mese bellissimo.

Il caldo torrido comincia ad allentare la propria morsa e le giornate sempre più fresche si accorciano lentamente, minuto dopo minuto. Purtroppo è anche il mese in cui veniamo di nuovo travolti dalla frenesia della vita di tutti i giorni: accompagna la nonna, corri al supermercato, compra un biglietto aereo, ricordati di riprendere la nonna, non percorrere le vie intasate dal traffico e (magari) vola al concerto.

La frenesia di settembre è come il caldo appiccicaticcio di agosto: non te ne liberi facilmente. A meno che nella playlist musicale che hai in macchina ci sia l’imperscrutabile delicatezza di musicisti come Joe Sampson.

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Lucas Laufen – Goodbye

LucasLaufen_GoodbyeMarica Notte per TRISTE©

Come molte volte, questa è una di quelle in cui non riesco ad orientarmi nella mia mente che sempre più sta diventando una soffitta piena di cose in disuso.

E quando si confonde la capacità di discernere con rapidità il logico dall’illogico, il giusto dall’ingiusto, mi concentro per qualche minuto su oggetti particolari come fosse un esercizio di meditazione.

E alla fine credo funzioni perché all’improvviso riemergo come fossi risalita dal profondo delle acque.

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Pascal Pinon – Sundur

PascalPinon_SundurDalla propria camera da letto, quella dell’infanzia e dell’adolescenza, è difficile uscire. Non fisicamente, ma mentalmente.

Me ne accorgo tutte le volte che, specialmente d’estate, torno a casa dei miei: la sensazione non ha connotazioni positive o negative, ma semplicemente è quello che registro ogni qual volta ridormo in quel letto, riapro quei cassetti, sfoglio quei libri.

Forse l’unica cosa che può staccarti definitivamente dall’essere figlio è diventare genitore.

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