Elephant Micah – Where in Our Woods

Peppe Trotta per TRISTE©

Sono un appassionato di fotografia. Mi piace la complessità e le infinite possibilità che questa arte offre. Mi riferisco alla possibilità di declinare un tema in mille modi usando strumenti e linguaggi differenti. Questo perché il soggetto della foto generalmente suggerisce il modo in cui la foto dovrebbe essere realizzata.

Capita di trovarsi di fronte ad una scena e capire che la soluzione più idonea sarebbe avere una vecchia fotocamera a pellicola, perché solo così riusciresti a riprodurre le tue sensazioni del momento.

Qualcosa del genere avrà sentito Joseph O’Connell, aka Elephant Micah, mentre componeva il suo ultimo lavoro.

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D’angelo and The Vanguard – Black Messiah

Uno dei miei libri preferiti di sempre inizia in un modo unico, originalissimo, addirittura nelle note di stampa. L’autore è un geniaccio americano, uno di quelli dal talento smisurato. Uno di quelli che riesce sempre a non prendersi sul serio come solo gli americani sanno fare. Parte con una dichiarazione diretta verso i suoi lettori, dice: “in una scala da 0 a 10 dove 0 significa completamente omosessuale e 10 significa completamente eterosessuale, io mi posiziono al numero 7”.

L’autore è Dave Eggers, un uomo per cui ho una stima sconfinata. Un po’ come per il D’angelo di Voodoo, quello del video di How Does It Feel. Già, il video che guardavo la notte, su Brand:New, di nascosto, perché avevo paura che mia mamma potesse pensare che in quella scala da 1 a 10 mi potessi posizionare al numero 1, dato che per 4 minuti di video, si vedono gli addominali di D’angelo.

Ma in verità, la cosa che tuttora mi imbarazza, è la qualità di quel pezzo senza tempo, quella voce soul senza limiti, quella sensualità che solo un’artista meraviglioso riesce ad esprimere. Qualcosa che contestualizzata, raggiunge vette che solo Sam Cooke aveva raggiunto.

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Dear Eloise – Farewell To the Summer

L’Estate l’abbiamo salutata da tempo. Ce ne siamo accorti tutti durante i giorni natalizi, quando le temperature si sono irrigidite improvvisamente e la neve è comparsa a latitudini insolite per l’Italia.

E ora che siamo entrati nel nuovo anno ancora ci aspettano due mesetti di freddo e almeno 6 per salutare di nuovo l’Estate. Nell’attesa noi nuotiamo nella rete e vi portiamo nuove scoperte. E un “saluto estremo” ad una bella stagione che ora non può che sembrare lontana.

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NAVVI – // EP

Ho speso molto tempo a cercare di capire quale fosse l’equilibrio delle cose: quanto gin andasse messo nel negroni, quanta cura andasse usata per cucinare la bistecca perfetta, quanto tempo mi servisse per finire in tempo i compiti.

Beh, diciamo che per come mi ritrovo adesso, non sono sicuro che certe cose le imparerò mai…

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TristeLondra – Top10 2014

Il 2014 é stato un anno particolare per me: ho cambiato lavoro, ho deciso di cambiare vita e ho deciso di andare a vedere live Michael Buble. Stasera.

Sono tutte cose che potrei facilmente descrivere come scelte di cuore. Soprattutto l’ultima, non perche’ sia affetto da qualche sindrome particolare, quantopiú sensible al fatto che la mia ragazza e mio suocero mi farebbero nero se non andassi con loro a vedere lo show del canadese.

Canadese come una band che mi ha particolarmente attratto quest’anno; si chiamano ALVVAYS – li chiamai ALLVAYS nella prima stesura del post sul loro nuovo album, una band che ho visto pure live ad aprire i Real Estate e che mi ha impressionato non poco. Canadese come Caribou, quello del disco di elettronica dell’anno.

TristeLondra Best of 2014

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